Menopausa

Nel 1813 il medico francese Gardanne per la prima volta parlò di "ménespausie", dalla parola greca "mese" o "mensile" e "fine" o "cessazione". Risale al 1821 il più familiare "ménopause", menopausa, termine che dura tutt'oggi.
Sempre nel 1813 il medico inglese Henry Halford, medico personale di re Giorgio III, pubblicò un articolo sulla "malattia del climaterio", caratterizzata da debolezza, affaticamento, palpitazioni, irritabilità, a cui Mendel aggiunse poi (nel 1910) le vampate e gli attacchi improvvisi di sudorazione. Halford, tuttavia, riferiva questa malattia agli uomini. Fu solo alla fine del 19° secolo che si ebbe il definitivo passaggio da sindrome maschile a femminile, e i sintomi osservati furono messi in relazione con la cessazione del ciclo mestruale.
Nel 1833 il termine entrò a far parte del dizionario medico standard.

Che cos'è la menopausa
È la cessazione definitiva del ciclo mestruale e quindi della fertilità femminile: per definizione, la donna si può considerare in menopausa quando sono trascorsi 12 mesi dall'ultima mestruazione. Questo si verifica generalmente a un'età compresa tra i 45 e i 55 anni, sebbene non siano rare menopause precoci o tardive.
Non si tratta di una patologia, ma di un processo biologico naturale: tuttavia, i cambiamenti fisici che si susseguono in questo periodo della vita della donna possono creare disturbi sia di tipo medico che psicologico.

Come si manifesta e quali sono i sintomi
La menopausa può essere preceduta da un periodo, denominato pre-menopausa, di durata variabile tra pochi mesi e un anno, in cui possono manifestarsi mestruazioni irregolari, ridotta fertilità, secchezza vaginale, vampate di calore, disturbi del sonno, sbalzi d'umore, aumento di grasso addominale, perdita di capelli, diminuita rotondità/consistenza del seno.

Da che cosa è causata
La causa naturale della menopausa risiede nella riduzione dell'attività delle ovaie, e quindi nella diminuzione dei livelli di ormoni riproduttivi nel sangue, fatto che si verifica già a partire dal trentesimo anno di età per poi accentuarsi dopo il quarantesimo.
La menopausa può avvenire anche in conseguenza di:
  • interventi di asportazione delle ovaie (ovariectomia)
  • chemioterapia o radioterapia
  • patologie autoimmuni
  • fattori genetici che determinano insufficienza nella funzione ovarica


Patologie associate alla menopausa
La riduzione degli ormoni sessuali determina una serie di reazioni biologiche di adattamento da parte dell'intero organismo che può essere alla base di disturbi anche piuttosto gravi.
Osteoporosi - Gli estrogeni regolano il processo di calcificazione delle ossa. Quando diminuiscono, quindi, si verifica una riduzione dei livelli di calcio nelle ossa. Questo rende le ossa più fragili e suscettibili a fratture, in modo particolare a livello di vertebre, femore e polsi.
Malattie cardiovascolari - Aumenta il rischio di sviluppare disturbi cardiocircolatori e l'incidenza di tali patologie si avvicina, con il tempo, a quella riscontrata negli uomini.
Disturbi genito-urinari - La perdita di elasticità in vagina e uretra può accompagnarsi a cistiti e uretriti. Possono inoltre comparire disturbi urinari tra cui la comparsa di piccole perdite di urina, spesso associate a tosse o sforzi addominali.
Aumento di peso.

Come viene diagnosticata
Il verificarsi dei sintomi sopra descritti è sufficiente per confermare la menopausa.
È inoltre possibile valutare i livelli di ormoni come l'FSH (Ormone Follicolo Stimolante) ed estrogeni come l'estradiolo, attraverso una semplice analisi del sangue: nel periodo precedente alla menopausa l'FHS aumenta, mentre l'estradiolo si riduce.

Le terapie disponibili
La menopausa non necessita di essere trattata, ma è possibile intervenire sui disturbi ad essa correlati, la cui gravità varia da persona a persona.


Si ringrazia la SIF - Società Italiana di Farmacologia per la collaborazione
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