Le tossine batteriche e i vaccini

Con la scoperta di Emil von Behring si inaugura il primo Premio Nobel per la medicina della storia. Fa la sua prima comparsa anche la sieroterapia.

Alla fine dell'Ottocento la difterite era una malattia devastante: colpiva soprattutto i bambini e uccideva il 50% di coloro che si ammalavano. L'unica terapia, ammessa solo nei casi più gravi, era la tracheotomia. Nel 1890 Emil von Behring dimostra con una pubblicazione che il siero, cioè la parte liquida del sangue che si ottiene eliminando globuli rossi, globuli bianchi e piastrine, ricavato da animali che avevano contratto la malattia, possiede la capacità di neutralizzare l'effetto nefasto di tetano e difterite.

Mentre lavora nel laboratorio di Robert Koch (lo scopritore dei germi della tubercolosi, del colera e del carbonchio) all'Istituto di Igiene di Berlino, Behring rende un animale da laboratorio temporaneamente immune alla difterite o al tetano, iniettandogli il siero di un altro animale infettato da tali germi. Dimostra così che questo siero ha proprietà non solo preventive, ma anche curative perché è in grado di provocare la guarigione, se viene iniettato alla comparsa dei primi sintomi della difterite o del tetano.

Nella notte di Natale del 1891, in un ospedale di Berlino, un bambino viene salvato per la prima volta dal siero antidifterico di Behring. Ha così inizio la moderna sieroterapia, che dalla difterite e dal tetano si è estesa successivamente alla cancrena gassosa, al botulismo, al morso della vipera, al morbillo e alla pertosse.

Con il siero, che Behring ottiene da cavalli e montoni, le probabilità di guarigione nei casi di difterite salgono dal 50% al 90%. La scoperta riscuote subito grande successo, anche al di fuori degli ambienti scientifici. Per questa scoperta, Behring riceve il Premio Nobel per la medicina nel primo anno in cui viene assegnato (nel 1901).

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