Lo sviluppo della penicillina

La guerra e la necessità di cure per i soldati al fronte spinge la ricerca nel campo degli antibiotici.

La storia della penicillina è legata al nome di Alexander Fleming, ma per arrivare alla purificazione della sostanza occorre non solo il contributo di altri due ricercatori, Howard Florey ed Ernst Chain, ma anche un'applicazione tecnologica particolare (la fermentazione su larga scala) che trasformerà la scoperta in uno strumento clinico di importanza immensa.

Nel 1943 in Gran Bretagna, il Medical Research Council crea un Comitato per la sintesi della penicillina; la stessa cosa avviene negli Stati Uniti, dove gli scienziati impegnati su questo fronte sono obbligati a riferire i loro risultati al Committee on Medical Research of the Office of Scientific Research and Development; mentre infuria la guerra, si comprende che poter contare su grandi scorte di penicillina per la difesa delle truppe darebbe un enorme vantaggio sui nemici. Ben presto ci si rende conto della necessità di una collaborazione tra Gran Bretagna, avanti nelle ricerche ma in difficoltà finanziarie, e Stati Uniti: inizia, così, un intenso scambio tra i due comitati di ricerca.

Florey viene mandato nei laboratori di Peoria, nell'Illinois, dove si scopre che è possibile coltivare il Penicillium in colture sommerse e si isola un nuovo ceppo più adatto alla produzione industriale. A Peoria, università e laboratori privati risolvono, in stretta collaborazione, i problemi legati alla fermentazione delle muffe e al disegno dei fermentatori. Il "Progetto penicillina" rappresenta la nascita della cosiddetta "big science".

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