I primi studi farmacologici

Dalle osservazioni agli studi controllati: le prime sperimentazioni in cieco e l'effetto placebo.

Fino alla fine degli anni '50 l'effetto terapeutico di un farmaco veniva riconosciuto sulla base di osservazioni avallate da esperti, piuttosto che da indagini comparative. Negli anni successivi si è avvertita la necessità di introdurre ricerche con gruppi di controllo cui veniva somministrata una sostanza inerte (placebo).

Con l'affermarsi di queste sperimentazioni (inizialmente in cieco semplice, poi in doppio cieco), si sviluppa un interesse sempre più vivo per l'effetto placebo, cioè quell'effetto per il quale il miglioramento dei sintomi di una malattia si osserva ugualmente anche se il farmaco è costituito da sostanze prive di efficacia. Si assiste a un crescente numero di lavori sull'argomento, prima a fini sperimentali poi anche come argomento di ricerca a sé.

Ma è dal 1955, con la pubblicazione dell'articolo di Henry K. Beecher dal titolo "The Powerful Placebo", che l'effetto placebo viene considerato un fatto scientifico. Beecher è il primo autore che quantifica gli effetti del placebo in varie patologie, potendo così sostenere che un placebo può essere un trattamento medico. La sua pubblicazione rimane ancora oggi una delle più citate nei lavori di ricerca sul placebo.


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