Broncopneumopatia Cronica Ostruttiva


La Broncopneumopatia Cronica Ostruttiva (BPCO) è una malattia cronica ad andamento progressivo che colpisce bronchi e polmoni.

È il risultato di un processo di ostruzione delle vie aeree e di sofferenza polmonare che, se non adeguatamente curato, rende sempre più difficoltosa la respirazione fino a indurre, nelle forme più gravi, insufficienza respiratoria. Queste condizioni sono determinate dalla presenza di infiammazione cronica che causa un ispessimento delle pareti e un restringimento del lume delle vie aeree, rendendo difficile il trasporto dell'aria sia verso l'interno (dalla bocca ai polmoni) sia verso l'esterno (dai polmoni alla bocca). Nella BPCO si verifica anche una iperproduzione di muco (catarro) che può contribuire a peggiorare l'ostruzione delle vie aeree, rendendo più difficile la respirazione.

La malattia colpisce in Italia circa 3 milioni di persone (210 milioni nel mondo) e il 47% dei decessi per malattie respiratorie è imputabile alla BPCO. Nonostante questi numeri, la patologia non viene ancora considerata con il giusto peso e risulta sottostimata.

Numerose evidenze indicano che il fumo di tabacco e, in particolare, quello di sigaretta, costituisce il principale fattore di rischio per lo sviluppo di BPCO. Sono state riconosciute anche altre cause, di minore impatto, tra cui l'esposizione professionale a sostanze irritanti e l'inquinamento esterno. La BPCO non è una malattia contagiosa e, inoltre, non è stata identificata una predisposizione genetica al suo sviluppo.

Sintomi e interferenze sulla qualità di vita
La Broncopneumopatia Cronica Ostruttiva viene classificata in 4 stadi di gravità (lieve, moderata, grave e molto grave) in funzione dei sintomi e del grado di ostruzione bronchiale.

I sintomi caratteristici sono rappresentati da tosse e da difficoltà di respiro (dispnea), che compaiono lentamente ed evolvono nel tempo. Per quanto riguarda la tosse, può essere intermittente e secca ("non produttiva"), anche se, frequentemente, è accompagnata da produzione di catarro.
La dispnea, invece, è legata allo sforzo fisico. Nei primi stadi della malattia la difficoltà di respiro si avverte soltanto durante uno sforzo fisico impegnativo. Man mano che la malattia progredisce, questo sintomo viene avvertito più frequentemente, anche nello svolgimento di attività meno intense, fino a manifestarsi anche durante le normali attività quotidiane o addirittura a riposo.
Questi problemi respiratori causano limitazioni significative nella vita quotidiana. La mancanza di respiro può, infatti, interferire con lo svolgimento delle più semplici attività giornaliere e può indurre un progressivo stato di invalidità. La tosse può, invece, rappresentare un grave impedimento al sonno e alla partecipazione alla vita sociale (cinema, teatro, ecc.) per timore di disturbare gli altri.
La limitazione più importante riguarda l'esercizio fisico, che influisce sulle normali attività quotidiane lavorative o di svago e sui rapporti sociali e familiari. Nelle forme gravi, la BPCO può causare un rilevante stato di inattività e può richiedere la somministrazione quasi continua di ossigeno.

La diagnosi
Il metodo migliore per diagnosticare la BPCO è la spirometria, un esame molto semplice che permette di misurare la quantità di aria che una persona può inspirare ed espirare e il tempo necessario per farlo. Nel complesso, la valutazione da parte del medico della gravità della BPCO, determinata tramite spirometria, della gravità dei sintomi e della presenza o meno di altre malattie polmonari come, ad esempio, asma e tubercolosi è fondamentale per la scelta della terapia più adeguata.

Come rallentare la progressione della BPCO
Ridurre l'esposizione ai fattori di rischio, principalmente smettendo di fumare, e attenersi alle prescrizioni farmacologiche può rallentare la progressione della malattia e migliorare la qualità di vita. Il trattamento farmacologico, infatti, può prevenire e migliorare i sintomi, ridurre la frequenza e la gravità delle riacutizzazioni, migliorare lo stato di salute e la tolleranza allo sforzo.

Il medico prescrive la terapia appropriata in base allo stadio di gravità della malattia e al tipo e all'intensità dei sintomi del paziente. I farmaci più comuni per il trattamento della BPCO sono i broncodilatatori che servono per mantenere aperte le vie aeree e gli steroidi per via inalatoria che, invece, servono per combattere l'infiammazione presente nei tessuti polmonari. Tra i broncodilatatori, quelli a lunga durata d'azione rappresentano la terapia di base della BPCO e permettono di controllare i sintomi, di prevenire le complicanze e di rallentare il decorso della malattia, mentre quelli ad azione rapida possono essere assunti al bisogno, in aggiunta alla terapia di base, nei momenti di difficoltà respiratoria intensa. Gli steroidi per via inalatoria vengono, invece, assunti in modo regolare negli stadi più gravi della BPCO. Entrambi questi tipi di farmaci vengono solitamente assunti per via inalatoria e possono trovarsi sia in soluzione liquida (da assumere con bomboletta spray o con nebulizzatore) sia in polvere (da inalare con apposito dispositivo inalatore). È fondamentale seguire attentamente le indicazioni del medico e le istruzioni contenute nei foglietti illustrativi per usare in modo corretto i dispositivi inalatori e consentire al farmaco di raggiungere i polmoni.

Il trattamento farmacologico è spesso affiancato da uno non farmacologico quale l'ossigenoterapia, necessaria in caso di peggioramento dei sintomi (riacutizzazione) o nei pazienti più gravi, la riabilitazione respiratoria con programmi specifici in grado di ridurre la dispnea e di svolgere meglio le attività fisiche.

Si ringrazia la SIF – Società Italiana di Farmacologia per la collaborazione

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